FILCA-CISL, LIEVE CALO DI ASSOCIATI NEL 2013 MA AUMENTA LA RAPPRESENTATIVITA’

Filca nazionale 17 Gennaio 2014

Nel 2013 sono stati associati alla Filca-Cisl oltre 291mila lavoratori, con un calo di quasi 11mila iscritti rispetto al 2012 (-3,6%). “Si tratta di una flessione lieve ed attesa – spiega Domenico Pesenti, segretario generale della categoria – perché è la diretta conseguenza del drastico calo degli addetti nel settore. La notevole differenza tra il gran numero di addetti espulsi dal mercato ed il limitato calo di associati registrato nel 2013 – fa notare Pesenti – dimostra che è in aumento il tasso di sindacalizzazione e che i lavoratori si associano anche quando sono in difficoltà economiche, come avviene per i tanti addetti interessati dagli ammortizzatori sociali. Il dato complessivo dimostra come tantissimi lavoratori abbiano deciso di rinnovarci la fiducia o di associarsi per la prima volta, premiando così i valori della Cisl e della Filca, che sono quelli dello stare insieme, della concertazione e della solidarietà. Dall’inizio della crisi, dal 2008, il settore delle costruzioni ha perso circa 750mila addetti, ma la nostra categoria ha tenuto molto bene, perché come numero di associati si conferma sui valori di 6 anni fa. Un risultato di tutto rispetto – conclude il segretario generale della Filca – per il quale ringrazio l’impegno profuso in questi anni dai dirigenti, dagli operatori, dai delegati e dagli attivisti delle strutture Filca a tutti i livelli”. Per il segretario organizzativo Salvatore Scelfo “il dato delle Casse edili, nelle quali sfioriamo il 40% di rappresentatività, è in assoluto più alto mai fatto registrare e ci fa ben sperare per il futuro, quando ci sarà l’attesa ripresa del settore. Tra i lavoratori cresce la fiducia nell’associazionismo sindacale, e questo grazie innanzitutto ai delegati, agli operatori e ai dirigenti di tutte le strutture Filca, che lavorano quotidianamente per offrire ai lavoratori uno spazio di democrazia e di partecipazione”. Nonostante il calo di associati, non mancano i segni positivi: gli aumenti più significativi, in percentuale, sono quelli della Sardegna (+3,9%), del Veneto (+2%) e dell’Emilia-Romagna (+1,2%).