EDILIZIA SCOLASTICA, PESENTI: “BENE RENZI, DEVE ESSERE UNA DELLE PRIORITA’ DEL NUOVO GOVERNO”

Filca nazionale 26 Febbraio 2014

“L’annuncio di Renzi non può che rallegrarci: l’avvio di un vasto piano per l’edilizia scolastica è una delle richieste che facciamo da anni ai governi che si sono succeduti. Ci auguriamo davvero che tra il dire ed il fare passi il meno tempo possibile, e che si utilizzino subito i due miliardi di euro stanziati per la messa in sicurezza di 2.300 istituti scolastici”. Lo ha detto Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl. “Sapere che i nostri figli frequentano 15mila edifici scolastici che necessitano di interventi urgenti e rilevanti, come riferisce un ‘Rapporto sicurezza’ redatto dal precedente governo, ci preoccupa e indigna. Gli studenti hanno diritto a scuole sicure e confortevoli, è un battaglia di civiltà. Inoltre i lavori previsti metterebbero in moto il settore delle costruzioni, uno dei più colpiti dalla crisi con circa 750mila addetti scomparsi dal mercato del lavoro dal 2008 ad oggi. Inoltre bisogna rendere stabili i bonus fiscali per risparmio energetico, ristrutturazioni e antisismica”. “La scuola è un presidio di legalità per 8 milioni di studenti – aggiunge Salvatore Scelfo, segretario nazionale della Filca e responsabile del Dipartimento Legalità della categoria – e gli Enti preposti devono essere messi nella possibilità di intervenire per la messa in sicurezza di questi luoghi così importanti nella formazione dei giovani. Troppo spesso sentiamo parlare di crolli e di locali fatiscenti. Evidentemente la lezione di San Giuliano di Puglia non è servita a niente: lì 27 alunni ed una maestra morirono per il crollo della loro scuola, durante il terremoto del Molise del 2002. Successivamente è stato appurato che il piano sopraelevato, costruito in cemento armato, aveva appesantito una struttura fatta di~sabbia e ciottoli, e aveva causato per questo un collasso statico. La scuola sarebbe crollata anche con una nevicata. Una tragedia terribile che si sarebbe potuto e dovuto evitare”, conclude Scelfo.