SCIOPERO EDILIZIA, DECINE DI MIGLIAIA DI MANIFESTANTI IN TUTTA ITALIA

Filca nazionale 13 Dicembre 2013

Immagine 007Decine di migliaia di lavoratori edili sono scesi oggi in piazza per lo sciopero nazionale di 8 ore, proclamato dai sindacati di categoria Filca-Cisl, Feneal-Uil e Fillea-Cgil. In quattro città italiane, Roma, Milano, Napoli e Palermo, sono arrivati i manifestanti da tutte le regioni.

I lavoratori hanno incrociato le braccia per chiedere il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da un anno: “Le trattative per il rinnovo sono state interrotte per il comportamento irresponsabile delle controparti Ance e Coop”, ha detto Domenico Pesenti, segretario generale della Filca, che ha chiuso la manifestazione di Milano. “In occasione dell’ultimo incontro, il 21 novembre scorso – spiega Pesenti – i rappresentanti delle due sigle hanno consegnato ai sindacati una proposta di accordo provocatoria ed indecente, perché si offriva ai lavoratori un aumento salariale di zero euro e l’eliminazione di fatto dell’indennità professionale edile, un istituto contrattuale molto importante per i lavoratori del settore, perché garantisce il riconoscimento economico dell’anzianità di mestiere caratterizzato dalla discontinuità e dal ‘nomadismo’ lavorativo”.

IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE DI MILANO

IL SERVIZIO DEL TGCISL, SU LABORTV (da 2:50)

Il contratto, che interessa circa 800mila addetti, è l’unico di quelli dei settori a non essere stato firmato, dopo gli accordi per il legno, il cemento, i laterizi ed i lapidei. “Addirittura – incalza Pesenti – abbiamo firmato il rinnovo per i dipendenti delle piccole e medie imprese dell’edilizia, e con l’artigianato le trattative sono ad un buon punto. Ma per industria e cooperative ci sembra che le nostre controparti rappresentino la parte più conservatrice degli imprenditori, per i quali Immagine 020la ricetta per uscire dalla crisi è quella che passa per il ridimensionamento del ruolo del contratto nazionale e per la messa in discussione della contrattazione di secondo livello, della bilateralità, dei diritti dei lavoratori e delle regole necessarie ad una rigorosa competizione. Inoltre constatiamo come questa parte preferisca l’abuso dello straordinario al rispetto degli orari contrattuali, la flessibilità esasperata con l’aumento della percentuale dei contratti a tempo determinato e dei somministrati, e gradirebbe l’introduzione del lavoro intermittente e la cancellazione della responsabilità in solido, che rappresenta la vera conquista di legalità degli edili”.

IL SERVIZIO DEL TG3 LOMBARDIA (da 9:35)

IL SERVIZIO DEL TG3 LAZIO (da 3:00)

IL SERVIZIO DEL TG3 CAMPANIA (da 11:40)

IL SERVIZIO DEL TG3 SICILIA (da 5:00)

“Questa trattativa – prosegue il segretario generale della Filca – dimostra come ci sia una forte difficoltà da parte di Ance e Coop a rappresentare realmente il settore, ed è per questo motivo che chiediamo norme che siano in grado di misurare l’effettiva rappresentanza di tutte le controparti. Le proposte di Ance e Coop mirano ad una mera riduzione dei costi e dei diritti, senza alcun rispetto dei vigenti accordi interconfederali e rinnegando il percorso comune che abbiamo iniziato nel 2009 con la sfida degli Stati Generali delle Costruzioni ed il manifesto comune sottoscritto dall’intera filiera”.

“Le proposte che avanziamo tutti insieme, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, vertono su una edilizia basata su sostenibilità, legalità, regolarità del lavoro; proprio quest’ultimo aspetto ci preoccupa sempre più, perché la riduzione delle risorse destinate al sistema dei controlli ha favorito la proliferazione nei cantieri di forme di lavoro anomale, come le false partite Iva”.

Immagine 012Il filo rosso che lega tutte le proposte è quello della qualità del lavoro e delle imprese, che vuol dire  costruire in sicurezza, intervenendo sul già costruito e sulla messa in sicurezza del territorio.

“Su questo fronte il governo potrebbe fare molto di più – conclude Pesenti – con investimenti e scelte coraggiose per rilanciare il settore e per affermare e sostenere un nuovo modello di edilizia basato sulla qualità e sulla sostenibilità sociale ed ambientale e allentando il Patto di stabilità, per consentire agli enti locali virtuosi di avviare nuovi cantieri, nell’interesse non solo del settore ma dell’intera collettività”.

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LE MANIFESTAZIONI

  • A Milano, sono confluite le delegazioni di Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia, Valle D’Aosta; manifestazione davanti al cantiere Expo 2015 con concentramento al Varco Località Cascina Merlata Via Gottlieb Wilhelm Daimler. La manifestazione è stata conclusa da Domenico Pesenti, segretario generale Filca Cisl.
  • A Roma sono confluite le delegazioni di Lazio, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, con appuntamento alle 9.30 a Piazza SS Apostoli e conclusioni affidate al segretario generale Fillea Cgil Walter Schiavella (per la Filca-Cisl parlerà il segretario generale di Viterbo, Fabio Turco).
  • A Napoli, si sono dati appuntamento i lavoratori provenienti da Campania, Puglia, Calabria, Molise e Basilicata. Corteo con partenza da Via Santa Lucia ed arrivo in Piazza dei Martiri, davanti la sede dell’Ance, dove ha concluso il segretario generale Feneal Uil Massimo Trinci (per la Filca-Cisl è intervenuto il segretario generale della Campania, giovanni D’Ambrosio).
  • A Palermo, corteo da Piazza 13 vittime alla Prefettura, passando per la sede Ance. Qui hanno concluso i segretari nazionali dell’edilizia Emilio Correale, Salvatore Scelfo, Mauro Livi.