“ECCO LE PRIORITA’ PER IL PAESE ITALIA”

Filca nazionale 18 Febbraio 2014

“E’ in corso in questo periodo un duro attacco al sindacato. La ‘pretesa’ della Cisl, di realizzare una democrazia delegata e diffusa, di diffondere la partecipazione dei lavoratori alle scelte del Paese, dell’economia e dell’azienda, evidentemente sono inconcepibili per coloro che basano la propria posizione sul populismo più sfrenato, sulla ricerca di un nemico da combattere e distruggere che di volta in volta assume le sembianze dell’euro, del migrante, del politico o del Capo dello Stato”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Filca-Cisl, Domenico Pesenti, nella relazione introduttiva del Consiglio generale della categoria, che si è svolto a Roma nei giorni scorsi. Nel corso dei lavori sono stati approvati lo Statuto della Filca, il Bilancio Preventivo 2014 e sono state fatte alcune integrazioni nel Comitato esecutivo. In particolare sono entrati Gianni Barchetta (al posto di Viviano Cosolo), Fabio Carruale (Massimo Bani), Urbano Falcone (Tommaso Contaldo), Roberta Lampugnani (Antonio Castaldo) e Gianni Pasian (Paolo Bizzotto). Infine è stata votata anche la cooptazione di Antonio Delle Noci nel Consiglio generale.

Di seguito la relazione completa di Domenico Pesenti (scarica il pdf).
Care amiche e cari amici,

stiamo vivendo un momento davvero difficile per tutta la nostra società: questa è la crisi più lunga da un secolo per mancanza di lavoro e mancanza di prospettive; e non si intravvede ancora la fine.

La tenuta sociale è a rischio: i populismi trovano facile terreno nella rabbia della gente.

La politica non trova una leadership che prospetti un progetto per il paese, un progetto per il futuro. Purtroppo tutti noi sappiamo che senza una politica in grado di guidare il Paese non ci sarà ripresa per lo sviluppo e siamo a rischio di autoritarismi.

I partiti discutono di regole elettorali, con attenzione a non parlare di preferenze, di rimpasti, di staffette ma non si sente un progetto per lo sviluppo per ridare occupazione e ridare speranza.

Si parla di ulteriori sacrifici per ridurre il debito ma si va con cautela alla riduzione dei costi della politica, della burocrazia, del sistema amministrativo complessivo.

 

Si moltiplicano da più parti e in forme diverse gli attacchi al sindacato rimasto l’ultimo grande collante sociale, costruttore di comunità:

si va dalle proposte di legge che ne vogliono limitare le possibilità di finanziamento tramite il blocco delle deleghe, a chi attacca sulla rappresentanza, nonostante  gli accordi raggiunti, a chi lo accumuna ai partiti politici, a chi ne vuole disciplinare strumentalmente i bilanci, agli attacchi al 5 per mille a favore di Iscos e Anteas e agli enti bilaterali….

Questi attacchi vengono portati dalla politica, dai mezzi di informazione e, talvolta, anche dagli ambienti interni del sindacato da coloro che non ne vogliono riconoscere le regole democratiche. Non importa quanto possano essere false o veritiere le accuse al sindacato: l’obiettivo è quello di distruggere l’unica vera grande forza sociale rappresentativa che oggi è rimasta dopo lo sfaldamento dei partiti.

L’obiettivo è diffondere una mentalità antisindacale che fa comodo a molti, a cominciare da chi vuol governare senza essere disturbato passando per tutti coloro che vogliono la distruzione dei corpi sociali intermedi, fino a chi ritiene l’individualismo il dato su cui costruire la società, mascherandola magari con l’utilizzo della rete e del web in nome di una falsa democrazia diretta che nasconde voglie di comando solitario o di pochi oligarchi.

Un soggetto come il sindacato che persegue l’integrazione e la coesione sociale, che fa della solidarietà e dell’inclusione tramite sistemi di welfare, di contrattazione e concertazione viene visto come il “fumo negli occhi”.

La pretesa della Cisl di realizzare una democrazia delegata e diffusa, la partecipazione dei lavoratori alle scelte del Paese, dell’economia e dell’azienda divengono inconcepibili per coloro che basano la propria posizione sul populismo più sfrenato, sulla ricerca di un nemico da combattere e distruggere che di volta in volta assume le sembianze dell’euro, del migrante, del politico o del….Capo dello Stato.

Sono attacchi sempre meno isolati, con una regia sempre più evidente, che rispondono a precisi obiettivi e talmente diffusi che non possiamo trascurare e leggere individualmente ma vanno affrontati complessivamente perché si muovono nella logica di cancellare il sindacato quale strumento collettivo di rappresentanza e di coesione sociale.

La risposta sta nel rafforzare le nostre ragioni, nel cercare e trovare nuovi ed efficaci spazi di comunicazione e di rapporto con i lavoratori, e nel condividere  sempre di più con i nostri soci e con i cittadini  un modello di vita e di società.

Come Cisl dobbiamo diventare sempre più gruppo dirigente di questa società: avere una visione e una proposta di come stare insieme e di come governare questi tempi: essere il nucleo attorno a cui costruire un nuovo modello di società garantendo spazi di democrazia

Non bisogna lasciare spazio al qualunquismo e al populismo, da qualunque parte provenga, ma occorre partecipare sempre di più: e un occasione importante è costituita dalle prossime elezioni europee che si svolgeranno nel mese di maggio.

Non bisogna cedere alla voglia di astensione ma, al contrario, serve un voto ragionato, altrimenti il pericolo è che vincano i populismi o un voto di destra.

E’ l’occasione per rimarcare la forza e la validità della scelta per l’Europa che rimane un ideale di democrazia e un modello di welfare: in Ucraina ci sono persone che sfidano la morte per poter entrare in Europa!

E noi faremmo bene a non dimenticarne i benefici quali:

  • I vantaggi dell’euro e della moneta unica
  • Oltre sessant’anni di pace (dato non scontato se si pensa ai Balcani e all’attuale situazione economica)
  • Una società “inclusiva” e un modello di welfare unico al mondo
  • Possibilità di scambio culturale, artistico, scolastico ecc.
  • Tutela dei lavoratori e diritti dei cittadini

Va rafforzata la politica europea e il governo politico dell’Europa per arrivare, come abbiamo detto al congresso a costituire gli “Stati Uniti d’Europa”

In questo contesto è preoccupante il voto svizzero (referendum) che contingenta l’immigrazione:

  • Desiderio di molti anche in Italia
  • Nasconde paure ma anche xenofobia
  • Tutti possiamo trovarci, o ci siamo trovati, nelle vesti di “migranti”
  • Chiusura verso gli altri, verso gli italiani “roditori” (la Lega ha applaudito!)

In Italia 20 anni di “leghismo” ci hanno portato alla decadenza; senza la capacità di costruire obiettivi comuni si va al declino!

Bisogna dissentire, condannare, ma anche spiegare e…capire

Dalle paure si arriva alla necessità di una società più globale ma più solidale dove l’altro (stato, persona, lavoratore…) non sia visto come avversario o concorrente ma realtà con cui costruire un futuro.

Meglio investire le energie per crescere insieme. Vale per le persone ma anche per gli Stati, ed è quello che noi chiediamo all’Europa e siamo convinti che sia il compito, la missione di questa Europa.

Esiste un problema complessivo: come mai 2600 aziende italiane hanno aperto e/o delocalizzato in Canton Ticino o in Carinzia, luoghi dove il costo del lavoro non è certo inferiore a quello italiano ma molto più alto?

E’ necessario sviluppare un sistema paese che favorisca l’industria, l’agricoltura e il turismo, quelle attività produttive che generano ricchezza e da cui discendono poi i servizi, il pubblico impiego, il terziario ecc…

E’ il Paese Italia che deve diventare competitivo non sole le singole aziende: solo così potrà attrarre capitali. Ma questo obiettivo non si raggiunge ragionando sul mercato del lavoro (che è solo una piccola parte del problema) ma su come è complessivamente organizzato il nostro Paese domandandoci che livello di credibilità internazionale abbiamo, ovvero: quali garanzie per gli investitori stranieri  in Italia.

Servono:   stabilità politica, politiche fiscali, infrastrutture, ripresa dei consumi interni

1)    STABILITA’ POLITICA:

  • ci serve un governo e non delle elezioni
  • classe politica impegnata a difendere se stessa (Renzi: che convenienza ne ho io?)
  • riforma dello stato (abolizione province, riduzione numero parlamentari, accorpamento piccoli comuni, trasparenza costi, superamento municipalizzate, dismissione patrimonio pubblico non strategico…)
  • riforma della giustizia (tempi, certezza del diritto..)
  • riduzione della burocrazia e semplificazione (ma non eliminazione dei controlli o riduzione degli stessi, vedi Durc)
  • lotta al lavoro irregolare e alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia
  • lotta alla corruzione e allo spreco

2)    POLITICHE FISCALI

  • Più risorse al ”cuneo fiscale”
  •  lotta all’evasione
  •  tassazione rendite finanziarie
  • meno tasse al lavoro
  • riforma fiscale come chiesto da tempo dalla Cisl
  • supporti mirati alle attività produttive finalizzate all’occupazione e agli investimenti

3)    INFRASTRUTTURE

  • Rilanciare edilizia piccole e gradi infrastrutture
  • messa in sicurezza del territorio (contro il dissesto idrogeologico e il rischio sismico)
  • messa a norma degli edifici pubblici ( scuole, ospedali, comuni…)
  • ristrutturazione del patrimonio abitativo in una logica di risparmio energetico e di edilizia sostenibile

4)    RIPRESA DEI CONSUMI INTERNI

  • Meno tasse su lavoro e pensioni
  • sviluppo della contrattazione
  • facilitare l’accesso al credito per famiglie ed imprese

Per far questo è indispensabile “mettere in sicurezza” la presenza del sindacato nella società.

Bisogna rafforzare la Cisl e la Filca!

Oggi, questo, significa portare a termine la riorganizzazione della Cisl:

  • riorganizzarci per utilizzare al meglio le risorse che ci consegnano i lavoratori
  • ridurre i livelli di coordinamento per essere più presenti tra i lavoratori, nei luoghi di lavoro e sul territorio
  • accelerare i tempi di costituzione della nuova categoria Fai Filca definendone subito lo Statuto (come ci ha  chiesto Raffaele Bonanni)

La crisi corre più veloce delle nostre capacità di decisione: dobbiamo accelerare l’unificazione di Fai e Filca con la definizione del nuovo Statuto e, da subito, aumentare la collaborazione in tutti i territori

CONTRATTAZIONE

v   Rinnovati, con soddisfazione e buoni risultati, i contratti degli impianti fissi

v   In edilizia rinnovato contratto con Aniem e con gli Artigiani, anche qui con buoni risultati

v   Persistono le difficoltà nel rinnovare il contratto con Ance dove registriamo una discussione che non è all’altezza della crisi che stiamo vivendo

  • Rispetto alle problematiche dell’Ape l’unica soluzione è la costituzione di un fondo nazionale
  • Ance e Coop. non sono in  grado di fare proposte serie e percorribili sulla riforma della bilateralità (individuare livelli, regionali o nazionale) ne di definire modalità di accorpamento
  • Hanno proposto un aumento di 60 Euro al primo livello (parametro 100), che, se è meglio dell’aumento zero, è comunque ancora troppo basso, per di più con il prolungamento della vigenza del ccnl di un anno
  • Propongono il tetto del 4% per la contrattazione integrativa
  • Chiedono maggiore flessibilità per il mercato del lavoro in un settore già pieno di flessibilità
  • Quando invece abbiamo la necessità di ridurre il maggior costo contributivo sul lavoro edile e di continuare e rafforzare una battaglia sulla regolarità del settore introducendo la patente a punti, il contingentamento del lavoro autonomo, il contrasto alla evasione contrattuale e all’applicazione di contratti di comodo, il governo del subappalto e della flessibilità malata, il sistema di affidamento degli appalti.

A livello più generale:

ü    estendere l’attività di “Borsa Lavoro” e di “Amico Lavoro”

ü    agevolare l’anticipazione del pensionamento per i lavoratori edili e per i lavori fisicamente pesanti e usuranti (0.10%, fondi contrattuali dedicati)

ü    sviluppo fondi pensione (adesione obbligatoria e accorpamenti verso un unico fondo)

ü    implementazione della sanità integrativa

ü    ricerca di forme sussidiarie e integrative di welfare

ü    riprendere la discussione e il confronto sul sistema degli ammortizzatori sociali in collegamento con le regole della previdenza

ü    va cambiata l’età pensionabile uguale per tutti

 

Grande risultato è l’accordo storico sulla rappresentanza con l’ impostazione cisl: l’accordo certifica la chiusura di una fase di grande scontro fra due culture sindacali

  • contano gli iscritti “soci”: sindacato inteso come associazione
  • ci sono le rsa e non solo le rsu
  • si certificano gli iscritti

Per gli edili abbiamo già parlato con la confederazione per un accordo specifico per l’utilizzo dei dati delle casse edili.

Bisogna avviare una campagna di assemblee per spiegare non solo l’accordo ma anche il contesto sociale.

Il TESSERAMENTO si è chiuso a 291.006 soci con una riduzione di solo 10.991 associati, conseguenza della grande crisi occupazionale, compensati, negli anni scorsi, con deleghe su CIG e DS. Nel 2013 si riducono gli occupati anche per la fine della possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali.

Grazie a tutti i delegati, rsa, rsu, operatori e dirigenti per il grande impegno profuso!!!

IL NUOVO SISTEMA di ripartizione delle risorse tra Filca e Cisl ha reso compartecipe le strutture confederali al calo delle entrate.

Il sindacato nel suo insieme ha bisogno di nuovi strumenti:

  • grandi fondi pensioni (unificando quelli esistenti) con adesione obbligatoria
  • grandi fondi sanitari con riduzione dei costi e maggior resa per i lavoratori

La mancanza di robusti fondi pensione ci priva di strumenti per rilanciare lo sviluppo (una vera grande sconfitta politica)

Ma il sindacato deve gestire con grande rigore e comportamenti etici la propria presenza nei fondi di welfare come nei fondi per la formazione: devono dare servizi ai lavoratori! Li chiamano tutti enti bilaterali! Sappiamo che i nostri enti sono enti contrattuali che svolgono un compito importante per applicare i contratti e certificare la regolarità.

Ma anche a noi serve maggior attenzione nei nostri comportamenti nei C.D.A. e nell’uso delle risorse (accordo sui gettoni di presenza prevede la gratuità delle cariche): siamo sotto osservazione!

Il nostro obiettivo è essere vicino ai lavoratori, fare strada con loro.

Amico Lavoro, Speranza al Lavoro, Arcobaleno, Fondi Pensione, Fondi Sanitari, Altea, Caaf, Inas, Anolf  sono strumenti di servizio, di tutela e di aiuto, di integrazione e di coesione sociale.

Per reggere questa OFFENSIVA ANTISINDACALE l’unità tra le sigle sindacali è una risorsa: ci serve forza. Per questo è importante la tenuta unitaria del sindacato, ma assieme a questo serve una maggior consapevolezza del ruolo cardine della Cisl.

La Cisl oggi ha tenuta aperta una prospettiva al sindacato italiano: con le difficoltà della Cgil che si trova in una fase congressuale in una situazione per lei nuova (non c’è più il legame con un partito), con la Uil che ha stoppato la ricandidatura di Angeletti e ha avviato un percorso di cambiamento interno che ha toccato anche la Feneal (ieri Trinci è stato sostituito da Panzarella).

In questo contesto generale che non promette miglioramenti a breve solo la consapevolezza del nostro ruolo, la nostra passione e identità, il nostro entusiasmo, possono dare prospettiva di tenuta sociale e democratica.

Rafforzare l’associazione sindacale, i corpi intermedi della società, quale strumento di democrazia diffusa, di coesione sociale, di partecipazione alla costruzione del bene comune, di speranza nel futuro, è la costruzione del nostro futuro.