DISTACCHI TRANSNAZIONALI IN EDILIZIA, ALLARME DEI SINDACATI: CON LA RIPRESA AUMENTA IL RISCHIO DI DUMPING SALARIALE E PREVIDENZIALE 

Ufficio stampa Filca nazionale 27 Settembre 2021

Frequente fino a qualche anno fa solo nelle zone di confine, il distacco transnazionale in edilizia è molto diffuso in tutta Italia, come spiegano i segretari nazionali di FenealUil – Filca Cisl – Fillea Cgil: “È un fenomeno in forte aumento, nel primo semestre del 2021, pur con le regole restrittive per il rischio Covid-19, sono stati distaccati in Italia ben 1.500 lavoratori, ma si prevedono numerosi nuovi ingressi in considerazione della forte ripresa del settore delle costruzioni.”

Regolamentato dalle Direttive dell’Unione Europea e recepite dall’Italia, il distacco prevede l’applicazione del contratto nazionale del settore del paese in cui si lavora, ma molto spesso la norma viene aggirata con l’uso di intermediazioni illegali, come confermano i sindacati: “Da una nostra verifica a campione su alcune province italiane, in media risulta regolarmente iscritto alla Cassa edile di competenza meno del 50% dei lavoratori distaccati ufficialmente. Questo vuol dire che molto probabilmente nei cantieri italiani lavorano centinaia di operai in distacco internazionale, sfruttati e ricattati, sottopagati e privati dei versamenti previdenziali, senza diritti né tutele, a cominciare da quelle su sicurezza e salute (compreso il rischio Covid, l’accesso al vaccino e la corretta registrazione del Green pass).”

Genova, Claudio Sottile consegna le cards ai lavoratori stranieri

Il fenomeno è diffuso in tutti i paesi europei, per questo “i sindacati nazionali delle costruzioni e la federazione europea EFBWW saranno impegnati a partire da oggi, 27 settembre, in una vasta campagna di sensibilizzazione ed informazione dei lavoratori in distacco transnazionale sui propri diritti.”

Sul fronte delle istituzioni, per i sindacati occorre “un sempre più forte e rigoroso contrasto al dumping salariale e contributivo a danno dei lavoratori e alla concorrenza sleale nei confronti delle imprese regolari, rafforzando i controlli nei cantieri e attivando le verifiche sui lavoratori in distacco attraverso l’incrocio delle banche dati sul lavoro. Occorre poi attivare – così come chiedono il sindacato confederale europeo CES e la EFBWW – la Carta elettronica di Sicurezza sociale Europea per tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici, così da rendere il lavoro più trasparente e più controllabile”, concludono Feneal Filca Fillea, ricordando che in occasione della giornata di informazione e sensibilizzazione del 27 settembre, verranno distribuite migliaia di “cards” per collegarsi al sito internet WWW.CONSTRUCTIONWORKERS.EU, curato dalla stessa EFBWW nell’ambito del progetto europeo ECMIN. Nel sito, tradotto nelle lingue di 36 paesi diversi, è possibile trovare informazioni su salario, orario di lavoro, malattia e infortunio, sindacati del territorio dove si viene distaccati e tanto altro ancora. Il progetto oltre ai distaccati riguarda anche i migranti.