CCNL LEGNO: COMMISSIONI FENEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL PROCLAMANO 16 ORE DI SCIOPERO

Ufficio stampa Filca nazionale 22 Settembre 2020

“Le commissioni Unitarie del settore Legno Arredo di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL, riunite in data 22 Settembre 2020 hanno stabilito di effettuare un pacchetto di 16 ore di sciopero contro l’ennesima rottura delle trattative da parte di Federlegno: 8 ore da tenersi nel mese di Ottobre con modalità da definirsi a livello locale con assemblee e volantinaggi in tutti i luoghi di lavoro e 8 ore di sciopero nazionale per il 13 Novembre 2020”. Lo rende noto l’ufficio stampa di FENEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL.
“Il Contratto nazionale del legno arredo per le imprese di Confindustria – ricorda il sindacato – è scaduto ormai da 17 mesi. Dopo il riuscito sciopero del 21 Febbraio 2020 e la pausa forzata dall’emergenza sanitaria, la ripresa del tavolo è stata sempre in salita, con una Federlegno arroccata sulle proprie posizioni, volte a negare qualsivoglia riconoscimento alle lavoratrici ed ai lavoratori del settore”.
“Le ragioni della mobilitazione sono da ricercarsi nell’indisponibilità di Federlegno a confrontarsi sui temi qualificanti di un contratto nazionale, come diritti, tutele, sicurezza, stabilità occupazionale, proponendo una gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro (turni, orari, sabati e festivi) e, in più, aumenti salariali molto lontani dalle aspettative delle lavoratrici e lavoratori e non in linea con l’andamento del settore. Andamento che, stante anche quanto dichiarato dalla stessa Federlegno sulla stampa e sui social network, vede aumentare la produzione e il fatturato in molti dei suoi comparti, dopo aver beneficiato anche di importanti incentivi pubblici (bonus mobili, incentivi industria 4.0, riduzione e posticipo tasse, prestiti garantiti, ecc.)”.
“In un momento così impegnativo per il paese – concludono i sindacati – dove dovrebbe prevalere il senso di responsabilità e la coesione sociale, la rottura di FEDERLEGNO e le continue provocazioni da parte dell’associazione confindustriale non solo sono gravi in se, ma non fanno neanche il bene dei tanti imprenditori seri, orgoglio del nostro made in Italy. Difenderemo il diritto di lavoratrici e lavoratori ad avere un buon contratto, con tutti i mezzi, respingendo ogni tentativo dilatorio di una controparte più interessata a fare politica che non buone relazioni industriali”.