CARTA ELETTRONICA EUROPEA DEI SERVIZI, CRITICHE DAI SINDACATI

Ufficio stampa Filca nazionale 15 maggio 2017

Le parti sociali dei settori pulizie, assicurazioni ed edilizia si sono rinite per esprimere le loro
preoccupazioni di fondo sulle proposte legislative che introducono una carta elettronica europea
dei servizi. I firmatari hanno confermato il loro sostegno alla concorrenza leale in un mercato unico ben funzionante e alla libertà di fornire servizi in Europa. Ma in questo contesto nutrono profondi dubbi che la proposta di introdurre una carta elettronica dei servizi possa contribuire a questo obiettivo. Al contrario, questa proposta potrebbe avere effetti controproducenti.

Nello specifico, l’introduzione della carta potrebbe favorire il lavoro autonomo fittizio, il lavoro non dichiarato, il falso distacco di lavoratori e il non rispetto delle normative di sicurezza sociale e del lavoro. Inoltre, le norme riguardanti il settore assicurativo non funzionerebbero all’atto pratico e, allo stesso tempo, aumenterebbero gli oneri amministrativi per gli assicuratori e i loro clienti. Inoltre i firmatari temono che la carta elettronica andrà a pregiudicare e ostacolare misure legittime di controllo dello Stato membro ospitante. E’ probabile infatti che lo Stato membro d’origine, anziché intraprendere una seria indagine per verificare l’effettiva esistenza e attività di un’impresa, si limiti a confermare le informazioni fornite per la carta elettronica.

Le parti sociali sono d’accordo: “anziché risolvere i problemi che affliggono da anni i nostri settori, la carta elettronica dei servizi potrebbe facilitare pratiche fraudolente e la concorrenza sleale”. Dietmar Schäfers, il presidente della FETBB esprime una posizione critica a proposito della carta elettronica dei servizi: “il Parlamento Europeo e il Consiglio devono assicurarsi che la carta elettronica dei servizi non apra nuove scappatoie per il lavoro non dichiarato e il dumping sociale. La carta elettronica dei servizi reintroduce il principio del paese di origine facendolo passare dalla porta posteriore e deve perciò essere bocciata”. 

Le parti sociali di settori dove le imprese serie e i diritti dei lavoratori devono regolarmente far fronte
a pratiche fraudolente di ogni tipo hanno ripetutamente rivendicato condizioni quadro migliori per
imporre l’applicazione delle norme già esistenti e migliorare le condizioni di lavoro. La carta elettronica
dei servizi annullerebbe gli sforzi fatti in questo senso.

IL CONTESTO
Il 10 gennaio scorso, la Commissione europea ha reso nota una serie di iniziative legislative nel quadro
della strategia per il mercato unico “Migliorare il mercato unico: maggiori opportunità per i cittadini e
per le imprese, COM(2015) 550 final”. Tra queste figurano un regolamento (COM(2016) 824 final) che
introduce una carta elettronica europea dei servizi e una direttiva (COM(2016) 823 final) relativa al
quadro giuridico e operativo della carta elettronica europea dei servizi. La regolamentazione di molti
dettagli operativi sono demandati ad Atti delegati e di esecuzione della Commissione Europea a seguito
dall’adozione della proposta legislativa.