Cambia lingua: Italiano
AMIANTO, PRESIDIO DEI SINDACATI AL MINISTERO DEL LAVORO

AMIANTO, PRESIDIO DEI SINDACATI AL MINISTERO DEL LAVORO

Tremila morti ogni anno: sono i numeri della strage dell’amianto che ha indotto Cgil, Cisl e Uil a mobilitarsi e attuare questa mattina un presidio davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico. I sindacati confederali chiedono risposte urgenti dal Governo nell’ambito della legge di Bilancio, a partire dalla riapertura dei termini per la presentazione delle domande ai fini previdenziali. Cgil Cisl Uil si mobilitano per avere  le risposte dovute  dal Governo alle diverse problematiche che riguardano l’amianto. Al presidio, oltre al segretario confederale Cisl, Angelo Colombini, era presente una folta delegazione della Filca, guidata dal segretario nazionale Salvatore Federico: “Questo killer silenzioso continua a mietere oltre 3.000 vittime ogni anno. Bisogna accelerare decisamente la bonifica per interrompere questa strage continua e silenziosa che può regredire solo garantendo una effettiva bonifica dell’amianto negli ambienti di vita e di lavoro dei cittadini e dei lavoratori. Bisogna garantire la giustizia previdenziale ai lavoratori esposti all’amianto che hanno un’aspettativa di vita più bassa rispetto alla generalità dei lavoratori,  superando una frastagliata e contraddittoria legislazione, e risarcire dignitosamente le vittime innocenti di questa strage silenziosa sull’esempio del modello della sicurezza sociale della Francia”. Il segretario nazionale della Filca ha agigunto: “Bisogna rafforzare le strutture dei Centri Operativi Regionali per la rilevazione di tutti i tumori dovuti all’amianto per individuare le causali delle patologie asbesto correlate e definire piani puntuali di prevenzione e di bonifica e dare certezza di un sistema sanitario di qualità, specialistico ed omogeneo sul territorio nazionale  che si prenda cura delle persone malate a causa dell’amianto sia attraverso la sorveglianza sanitaria attiva che con la  specializzazione di centri clinici di alto livello. Infine – ha concluso Federico – è necessario finanziare concretamente la ricerca preclinica e clinica sulle terapie efficaci per la cura dei mesotelioma”.